Quanto costa rifare la cucina a Roma nel 2026
Pubblicato il ·Rivista da un architetto che segue cantieri a Roma
La risposta breve
Le opere e gli impianti di una cucina a Roma costano come ordine di grandezza 2.000 - 5.000 euro, IVA esclusa. Dentro ci sono idraulico, elettrico, scarichi, rivestimento, pavimento e assistenza muraria. I mobili non ci sono: sono un acquisto separato che fai dal rivenditore, e possono costare quanto le opere o molto di più.
Su questa cifra siamo più prudenti che sulle altre pagine, e preferiamo dirlo: è ricavata dalle voci di un computo di ristrutturazione, non da un preventivo di sola cucina. Serve a inquadrare l'ordine di grandezza, non a darti un numero da mettere in banca.

I prezzi, per tipo di intervento
| Intervento | Prezzo indicativo | Note |
|---|---|---|
| Cucina rifatta dov’è (opere e impianti) | 2.000 - 5.000 EUR | Idraulico, elettrico, rivestimenti, pavimento, assistenza muraria. Mobili esclusi |
| Cucina spostata in un’altra stanza | sopra i 5.000 EUR | Scarichi nuovi, punto acqua, linea elettrica dedicata, spesso pratica edilizia |
| Pratica edilizia, quando serve | 1.800 EUR | Cifra fissa. Di norma serve se sposti la cucina, non se la rifai dov’è |
| I mobili | spesa a parte | Acquisto dal rivenditore, non è una voce di questo conto |
Ordini di grandezza, IVA esclusa: sulle ristrutturazioni si applica il 10%. Non sono un preventivo.
Opere e mobili sono due conti diversi
Quando si dice "cucina" si intendono due cose che non hanno niente a che fare tra loro. Da un lato ci sono le opere: lo scarico, gli attacchi dell'acqua, le prese e la linea elettrica, il rivestimento dietro il piano di lavoro, il pavimento, la muratura da chiudere e l'assistenza al montaggio. Dall'altro ci sono i mobili: basi, pensili, top, elettrodomestici. Li compri dal rivenditore, con una sua fattura e una sua consegna.
Le due cose hanno anche prezzi indipendenti. Le opere stanno in una forbice abbastanza stretta, perché sono lavoro e materiale da cantiere. I mobili invece non hanno un tetto: la stessa cucina, come metri lineari, può costare 3.000 euro in catena o 25.000 se la fai realizzare su misura da un falegname artigiano. Per questo non le sommiamo in un numero unico: sarebbe un numero senza significato.
Ed è qui che nascono i confronti sbagliati. Chi ha in mano un preventivo "cucina 6.000" e uno "cucina 15.000" pensa di aver trovato un'impresa cara e una conveniente. Nella maggior parte dei casi sta confrontando cose diverse: il primo sono le opere, il secondo sono le opere più i mobili, o solo i mobili. La domanda da fare, prima di qualsiasi altra, è una sola: i mobili sono dentro o fuori?
Perché la cucina costa quasi come un bagno
Sembra strano, visto che in cucina non ci sono sanitari. Il motivo è che il costo idraulico di una casa non è distribuito sui metri quadri: sta concentrato dove ci sono scarichi e colonne, cioè nei bagni e in cucina. Nel nostro calcolo gli impianti si contano a bagno, tra 4.800 e 6.000 euro per bagno, e la cucina rientra nella stessa logica: è un punto dell'appartamento dove entra acqua, esce acqua sporca e serve potenza elettrica.
Il resto della casa, in confronto, è economico: una camera da letto ha bisogno di qualche presa e di un pavimento. La cucina ha bisogno di uno scarico con la pendenza corretta fino alla colonna, di un attacco acqua calda e fredda, di una linea dedicata per il forno e spesso di un'altra per il piano cottura. Sono le stesse lavorazioni del bagno, con meno rivestimento e più elettrico.
Cosa fa salire il prezzo
- Spostare gli scarichi. Anche di poco: lo scarico del lavello ha bisogno di pendenza, e allungarlo vuol dire lavorare sul massetto o creare un rialzo.
- Allontanarsi dalla colonna di scarico. La colonna del palazzo è dove è. Più la cucina se ne allontana, più il percorso diventa lungo, complicato e a volte impossibile da fare a norma.
- La canna fumaria. Se in cucina non c'è, la cappa va sfiatata a parete o ricircolata, e le due soluzioni non sono equivalenti. Rifare o adeguare uno sfiato in un palazzo condominiale non dipende solo da te.
- Il piano a induzione. Assorbe molto: spesso serve una linea dedicata e, in certi casi, un aumento di potenza del contatore. È una scelta che si paga nell'impianto elettrico, non nel mobile.
- Rivestimenti particolari. Una lastra unica come paraschizzi costa in materiale e in posa. Il gres di formato comune fa lo stesso lavoro a molto meno.
- La pratica edilizia. 1.800 euro fissi quando serve, e se sposti la cucina di stanza quasi sempre serve.
Cosa lo fa scendere
- Tenere la cucina dov’è. Il risparmio più grosso, e di gran lunga: niente scarichi nuovi, niente pratica, niente sorprese sul percorso.
- Lasciare il lavello sulla stessa parete. Anche restando nella stessa stanza, spostare il lavello da un lato all'altro è una spesa evitabile.
- Rivestire solo la fascia utile. Il paraschizzi tra piano e pensili basta: non serve piastrellare la stanza.
- Impianto elettrico recente. Se il quadro è a norma e le linee ci sono, l'elettrico in cucina si limita a integrazioni.
- Piano a gas al posto dell'induzione. Non è meglio in assoluto, ma non ti costringe a toccare la potenza elettrica.
Le tre cose che nessuno ti dice sulla cucina
1. Il preventivo che non dice se i mobili sono inclusi
È l'ambiguità più comoda del settore, perché fa sembrare basso un preventivo di sole opere e fa sembrare completo un preventivo di soli mobili. Quando su un foglio leggi "cucina" e una cifra, non sai ancora niente. Chiedi di vedere le voci: scarico, punti acqua, punti elettrici, rivestimento, pavimento, assistenza muraria. Se al posto delle voci trovi una riga sola, il preventivo non è confrontabile con nessun altro, ed è probabile che sia scritto così di proposito.
2. Spostare la cucina non è solo una questione di soldi
Sposti la cucina in soggiorno perché "così è più aperta", e il problema non è il costo: è che serve un titolo edilizio, che va verificato il percorso dello scarico fino alla colonna, e che in certi appartamenti quel percorso non esiste con la pendenza necessaria. Ci sono anche vincoli di ventilazione e, dove c'è il gas, norme precise. Chi ti dice sì al telefono senza aver visto la planimetria non ti sta rassicurando, ti sta rimandando il problema a cantiere aperto, quando la vecchia cucina è già stata smontata.
3. Il rivenditore che regala il montaggio, ma non fa le opere
"Montaggio incluso" nei negozi di cucine significa quasi sempre una cosa precisa: montiamo i mobili se trovi gli attacchi già dove servono. Non sono compresi lo spostamento dello scarico, il punto acqua nuovo, la linea per il forno, il rivestimento, il pavimento, la chiusura delle tracce. Sono proprio le voci che costano. Non è un raggiro, è il perimetro normale del loro lavoro: diventa un problema solo se scopri troppo tardi che quelle opere le devi commissionare a qualcun altro, con i mobili già consegnati in salotto e una data di montaggio fissata.
Le detrazioni nel 2026
Le opere della cucina rientrano nella manutenzione straordinaria, quindi nel Bonus Casa.
| Voce | 2026 |
|---|---|
| Detrazione, abitazione principale | 50% |
| Detrazione, altri immobili | 36% |
| Massimale di spesa | 96.000 EUR per unità immobiliare |
| IVA sui lavori | 10% (manutenzione straordinaria) |
| Come si recupera | 10 quote annuali, serve capienza IRPEF |
| Dal 2027 | Aliquote in calo: 36% e 30% |
Su 7.000 euro di opere, il 50% significa 3.500 euro recuperati. Ma non subito: 350 euro all'anno per dieci anni, e solo se hai IRPEF sufficiente a capienza. La parte che non riesci a usare si perde, non si riporta avanti.
Serve il bonifico parlante: se paghi in contanti o con un bonifico ordinario, la detrazione la perdi. Sconto in fattura e cessione del credito, nel 2026, non ci sono più.
Sui mobili la risposta è: dipende. Un bonus mobili esiste, ma è una misura distinta dal Bonus Casa: è agganciato a una ristrutturazione in corso sullo stesso immobile, ha un massimale di spesa proprio e regole sue sulle date di inizio lavori. Non ti diciamo che ti spetta, perché non lo sappiamo senza guardare la tua situazione, e preferiamo dirtelo adesso che lasciartelo scoprire in dichiarazione. Prima di contare su quei soldi, fai confermare l'importo da un commercialista o da un CAF.
Domande frequenti
Quanto costa rifare la cucina a Roma?
Le opere e gli impianti di una cucina stanno indicativamente tra 2.000 e 5.000 euro, IVA esclusa: idraulico, elettrico, scarichi, rivestimento, pavimento e assistenza muraria. I mobili non sono compresi, e sono una spesa a parte che fai dal rivenditore. È un ordine di grandezza ricavato dalle voci di un computo di ristrutturazione, non un preventivo di sola cucina: il numero vero dipende da dove sono gli scarichi e da cosa vuoi spostare.
I mobili della cucina sono compresi in questo prezzo?
No, e questa è la confusione più diffusa. La cifra riguarda solo le opere: impianti, scarichi, rivestimenti, pavimento, assistenza muraria al montaggio. I mobili li compri dal rivenditore e possono costare quanto le opere o molto di più. Quando confronti due preventivi, la prima domanda è sempre: i mobili ci sono dentro o no?
Quanto costa spostare la cucina in un’altra stanza?
Molto più che rifarla dov’è, e non solo per i lavori. Servono scarichi nuovi con la pendenza giusta fino alla colonna, un punto acqua, una linea elettrica dedicata, e nella maggior parte dei casi un titolo edilizio: le pratiche sono 1.800 euro fissi quando servono. In certi appartamenti lo spostamento non è nemmeno fattibile, perché la colonna di scarico è dove è e non si sposta.
Serve una pratica edilizia per rifare la cucina?
Se rifai la cucina dov’è, di solito no: è manutenzione. Se la sposti di stanza, di solito sì, perché cambi la distribuzione interna e tocchi gli scarichi. Quando serve, la pratica costa 1.800 euro fissi. Chi ti dice che non serve mai senza aver visto la planimetria sta tirando a indovinare.
Che detrazione fiscale c’è nel 2026?
Le opere della cucina rientrano nella manutenzione straordinaria, quindi nel Bonus Casa: 50% se sei proprietario e ci abiti, 36% in tutti gli altri casi (anche inquilini e familiari conviventi), entro un massimale di 96.000 euro di spesa per unità immobiliare. Si recupera in 10 quote annuali in dichiarazione e serve capienza IRPEF. Dal 2027 le aliquote sono destinate a scendere al 36% e al 30%, salvo proroghe: al momento nessuna è stata approvata.
Posso detrarre anche i mobili della cucina?
Esiste un bonus mobili, ma è una cosa diversa dal Bonus Casa e va verificata caso per caso: è legato a una ristrutturazione in corso sullo stesso immobile, ha un massimale di spesa proprio e regole sue sulle date. Non promettiamo che ti spetti, perché dipende dalla tua situazione: prima di contare su quei soldi, fattelo confermare da un commercialista o da un CAF.
I prezzi di questa pagina sono ordini di grandezza, e sulla cucina lo diciamo con qualche cautela in più: la forbice viene dalle singole voci di un computo di ristrutturazione reale, non da preventivi di sola cucina, ed è stata ricalibrata dall'architetto che segue i nostri cantieri. Serve a capire la scala della spesa, non a sostituire un preventivo. Il costo reale dipende da dove sono gli scarichi e dallo stato degli impianti, e quello si vede solo con un sopralluogo.
Leggi anche
Questa è una media. Calcola la stima sulla tua cucina.
Due minuti, gratis. Poi ti richiama un architetto, non un call center.
Calcola la stima gratuita