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Quanto costa rifare gli impianti a Roma nel 2026

Pubblicato il ·Rivista da un architetto che segue cantieri a Roma

La risposta breve

Rifare gli impianti costa 4.800 - 6.000 euro per ogni bagno, IVA esclusa, e in quella cifra ci sono tutti e quattro: elettrico, idraulico, riscaldamento, condizionamento. Una casa con un bagno sta intorno ai 5.000-6.000 euro. La stessa casa con due bagni sta a 9.600-12.000 euro.

Hai letto bene: per bagno, non al metro quadro. È il punto di tutta questa pagina, ed è il motivo per cui un preventivo impianti calcolato sui mq quasi sempre sbaglia. Sotto ti spieghiamo perché, con i numeri.

Quadro elettrico appena installato in un appartamento, con cablaggio ordinato e interruttori etichettati

I prezzi, contati come vanno contati

CasoPrezzo indicativoCosa comprende
Casa con 1 bagno4.800 - 6.000 EURElettrico, idraulico, riscaldamento e condizionamento
Casa con 2 bagni9.600 - 12.000 EURIl secondo bagno raddoppia quasi tutto: colonne, adduzioni, scarichi
Casa con 3 bagni14.400 - 18.000 EURStessa logica. I metri quadri fra i bagni contano poco
Pratiche edilizie, quando servono1.800 EURCifra fissa, non proporzionale al lavoro

Cifre prese da preventivi reali di un architetto, IVA al 10% esclusa. Non sono un preventivo.

"Quanto costa rifare l'impianto elettrico di 80 mq?" è una domanda mal posta

È la domanda che tutti digitano su Google, e chiunque venda preventivi risponde con un prezzo al metro quadro perché è comodo: un numero, moltiplicato per la superficie, fatto. Il problema è che l'impianto non sa quanti metri quadri ha la tua casa. Sa dove sono i punti d'acqua.

Il grosso del costo impiantistico sta dove ci sono scarichi, colonne e adduzioni: cioè nei bagni e in cucina. Lì si concentrano tracce nei muri, braghe, colonne di scarico, collettori, dorsali del riscaldamento, unità del condizionamento, quadri e circuiti dedicati. Un corridoio in più non raddoppia l'impianto idraulico: aggiunge un paio di punti luce e una presa, e sono spiccioli.

Detto nel modo più corto possibile, come lo dice un architetto quando gli si chiede da cosa dipendono gli impianti: dal numero dei bagni. Se sono due è tutto doppio.

Preventivo realeImpiantiRiportato a bagno
Appartamento 35 mq, 1 bagno5.380 EUR5.380 EUR per bagno
Appartamento 70 mq, 2 bagni12.500 EUR6.250 EUR per bagno

Guarda i due numeri. Fra il primo e il secondo lavoro la superficie raddoppia (35 mq contro 70) e i bagni raddoppiano (uno contro due). La spesa per gli impianti cresce di 2,32 volte. Riportata a bagno resta praticamente ferma: 5.380 euro contro 6.250. Se invece la riporti al metro quadro, il primo lavoro fa 154 EUR/mq e il secondo 179: due numeri che non ti servono a niente, perché non sono la stessa cosa e non lo diventeranno mai.

Cosa chiedere invece. Non "quanto costa al metro quadro", ma tre domande secche: quanti bagni sono previsti, quali dei quattro impianti sono compresi, e se la posizione dei punti d'acqua resta quella attuale. Con queste tre risposte un preventivo impianti diventa verificabile. Senza, è un numero che qualcuno ha inventato moltiplicando.

Cosa fa salire il conto

  • Un bagno in più. È la variabile numero uno: 4.800-6.000 euro ciascuno. Il secondo bagno non è un dettaglio del progetto, è metà del preventivo impianti.
  • Spostare i punti d'acqua. Cambiare posizione a scarichi e adduzioni significa tracce nuove, pendenze da rifare e spesso massetto rifatto.
  • Condizionamento aggiunto dopo. Se non c'era, servono unità, canaline e passaggi: è uno dei quattro impianti, non un accessorio.
  • Colonne di scarico vecchie. In un palazzo romano anni '60 sono spesso in piombo o ghisa. Sostituirle non è una scelta.
  • Pratiche edilizie. Quando servono, sono 1.800 euro fissi che vanno scritti nel preventivo, non scoperti dopo.

Cosa lo fa scendere

  • Lasciare bagno e cucina dove sono. Gli scarichi restano, le colonne restano, le tracce sono poche. È il risparmio più grosso disponibile.
  • Un impianto già a norma. Se l'elettrico è recente e ha la sua dichiarazione di conformità, si tocca poco o niente.
  • Rifare solo quello che serve. I quattro impianti non vanno sempre tutti rifatti insieme: si valuta uno per uno.
  • Fare tutto in un unico cantiere. Gli impianti si intrecciano fra loro: elettricista e idraulico che lavorano nelle stesse tracce, nello stesso momento, costano meno di due interventi separati a mesi di distanza.

Quattro cose che sugli impianti non ti dicono

1. Il preventivo impianti al metro quadro salta quasi sempre

Un prezzo al mq è comodo per chi lo fa, non per chi lo paga. Funziona finché la casa è quella media che sta nella testa di chi ha fatto la moltiplicazione: se hai due bagni su pochi metri quadri, quel numero è sottostimato di migliaia di euro, e la differenza salta fuori in cantiere. Se hai un bagno solo su una metratura grande, stai pagando più del dovuto e non lo scoprirai mai. In entrambi i casi il preventivo non descrive il tuo lavoro: descrive una media.

2. Le tracce nei muri portanti non si fanno

Sembra un dettaglio tecnico e invece è una voce di preventivo. Su un muro portante o su un pilastro non si può scavare per far passare tubi e cavi: si aggira, si passa in controparete, si crea un cavedio, a volte si accetta un ribassamento del soffitto. Costa più tempo e più materiale. Chi ti fa il prezzo senza aver visto dove sono i portanti sta indovinando, e se scopre in cantiere che il percorso facile non esiste, quella differenza la paghi tu.

3. La certificazione non è un foglio facoltativo

Chi esegue un impianto elettrico deve rilasciarti la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08, con gli allegati obbligatori. Senza, l'impianto formalmente non esiste: hai problemi con l'allaccio, con le detrazioni, con la vendita dell'immobile e, se un giorno succede qualcosa, con l'assicurazione. È anche la riga che sparisce più facilmente dai preventivi più economici. Prima di firmare, chiedi per iscritto chi rilascia la conformità e per quali impianti: se la domanda mette in difficoltà, hai già la risposta.

4. "Rifacciamo l'elettrico senza rompere" non è una tecnica, è una promessa

Rifare un impianto elettrico vuol dire portare cavi nuovi dentro corrugati nuovi. Se i vecchi corrugati sono sani e del diametro giusto si riesce a sfilare e reinfilare in una parte dei percorsi, e quello è un risparmio vero. Ma in un palazzo di sessant'anni i percorsi originali sono spesso insufficienti o interrotti, e i punti nuovi che vuoi aggiungere non hanno nessun tubo da seguire. Chi ti garantisce "zero polvere" prima di aver aperto una scatola di derivazione non sta semplificandoti la vita: ti sta vendendo un impianto parziale, con il vecchio che resta dentro il muro e una certificazione che, se è onesta, copre solo un pezzo.

Gli infissi non sono un impianto

Lo scriviamo perché capita spesso di vederli infilati nella voce "impianti" di un preventivo, e da lì in poi i conti non tornano più. Gli infissi sono serramenti: una voce separata, con un prezzo proprio, che si conta per numero di aperture e non per bagni né per metri quadri. Non c'entrano con tracce, scarichi, quadri o colonne.

Perché è importante: se gli infissi stanno dentro la voce impianti, non riesci più a confrontare due preventivi, e non riesci a togliere o rinviare una parte del lavoro senza rimettere tutto in discussione. Se ti interessa solo quella parte, abbiamo una guida dedicata ai costi degli infissi.

Le detrazioni nel 2026

Il rifacimento degli impianti rientra nella manutenzione straordinaria, quindi nel Bonus Casa.

Voce2026
Detrazione, abitazione principale50%
Detrazione, altri immobili36%
Massimale di spesa96.000 EUR per unità immobiliare
IVA sui lavori10% (manutenzione straordinaria)
Come si recupera10 quote annuali, serve capienza IRPEF
Dal 2027Aliquote in calo: 36% e 30%

Su una casa con due bagni, 12.000 euro di impianti al 50% significano 6.000 euro recuperati. Ma non subito: 600 euro all'anno per dieci anni, e solo se hai IRPEF sufficiente a capienza. La quota che non riesci a usare la perdi: non è rimborsabile e non si riporta agli anni successivi.

Attenzione all'IVA nei confronti fra preventivi. Le cifre di questa pagina sono IVA esclusa: sulla manutenzione straordinaria di un immobile residenziale si applica il 10%, quindi su 12.000 euro di impianti sono 1.200 euro. Due preventivi non sono confrontabili se uno la include e l'altro no.

Serve il bonifico parlante e, per gli interventi che migliorano l'efficienza energetica, la comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori. Sconto in fattura e cessione del credito, nel 2026, non ci sono più.

Domande frequenti

Quanto costa rifare l’impianto elettrico di 80 mq?

È la domanda che tutti fanno e alla quale non si può rispondere bene, perché gli impianti non seguono i metri quadri: seguono il numero di bagni. La domanda giusta è "quanto costa rifare gli impianti di una casa con due bagni", e la risposta è circa 9.600-12.000 euro per elettrico, idraulico, riscaldamento e condizionamento insieme. Gli stessi 80 mq con un solo bagno costano quasi la metà.

Perché gli impianti si contano a bagno e non al metro quadro?

Perché il costo sta dove ci sono scarichi, colonne e adduzioni, cioè nei bagni e in cucina. Un corridoio in più non raddoppia l’impianto idraulico: aggiunge qualche punto luce e una presa. Su due preventivi reali di un architetto si vede chiaramente: 35 mq con un bagno sono costati 5.380 euro di impianti, 70 mq con due bagni ne sono costati 12.500. I metri quadri sono raddoppiati e la spesa è cresciuta di 2,32 volte, cioè come i bagni, non come la superficie.

Cosa comprende il prezzo "impianti"?

Quattro impianti: elettrico, idraulico, riscaldamento e condizionamento. I 4.800-6.000 euro per bagno li comprendono tutti e quattro, IVA esclusa. Se un preventivo dice "impianti" ma sotto ci sono solo elettrico e idraulico, non lo stai confrontando con questo numero.

Gli infissi sono un impianto?

No, e chi te li mette dentro la voce impianti ti sta confondendo il preventivo. Gli infissi sono serramenti: hanno una voce e un prezzo propri, si contano per numero di aperture e non hanno nulla a che vedere con tracce, scarichi e quadri elettrici.

La messa a norma è obbligatoria o posso rifare solo una parte?

Se rifai l’impianto elettrico, chi lo esegue deve rilasciarti la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08. Non è un pezzo di carta facoltativo: serve per l’allaccio, per le detrazioni, per la vendita dell’immobile e in caso di sinistro con l’assicurazione. Un intervento parziale si può fare, ma va comunque certificato per la parte eseguita, e chi ti propone di saltare la certificazione per risparmiare ti sta scaricando addosso un problema.

Serve una pratica edilizia per rifare gli impianti?

Dipende dall’intervento. Quando serve, nei preventivi di un architetto la voce pratiche vale 1.800 euro fissi. Va chiesta esplicitamente: è una delle voci che spariscono più spesso dai preventivi al metro quadro e che poi ricompaiono a lavori iniziati.

Chi paga le tracce nei muri?

Le paghi tu, la domanda è solo in quale preventivo compaiono. Aprire le tracce, poi richiuderle con malta e rifare l’intonaco è assistenza muraria: è lavoro da muratore, non da elettricista o idraulico, e in molti preventivi impiantistici non c’è. Chiedi esplicitamente se tracce, ripristini e smaltimento delle macerie sono compresi. Se non lo sono, quella cifra arriva più tardi dall’impresa edile, e il totale che avevi in testa non era il totale.

Cos’è la dichiarazione di conformità e quando me la devono dare?

È il documento previsto dal DM 37/08 con cui l’installatore attesta che l’impianto è realizzato a regola d’arte, completo degli allegati obbligatori come lo schema e la relazione sui materiali. Te la deve consegnare a fine lavori, ed è obbligatoria: senza di essa hai problemi con l’allaccio, con le detrazioni, con la vendita dell’immobile e con l’assicurazione in caso di sinistro. Mettila per iscritto nel preventivo, specificando per quali impianti.

Quanto costa a punto luce?

È la domanda che ti fa sbagliare il budget, esattamente come il prezzo al metro quadro. Un punto luce è un prezzo unitario: da solo non ti dice quanti punti servono nella tua casa, se i percorsi esistenti sono riutilizzabili, dove passano i muri portanti, quanti circuiti e quale quadro servono, né se sono comprese le tracce e la certificazione. Due case con lo stesso numero di punti possono costare migliaia di euro di differenza. Chiedi invece un preventivo a corpo, con il numero di punti previsti indicato dentro.

Le cifre di questa pagina vengono da preventivi reali di un architetto, sono IVA esclusa e servono a darti un ordine di grandezza: non sostituiscono un preventivo. Lo stato vero degli impianti, il percorso delle tracce e le condizioni delle colonne di scarico si vedono solo con un sopralluogo.

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